Dipendenza e dipendenze in adolescenza | Adolescenza.org
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Adolescenza.org intende contribuire allo sviluppo di una cultura psicologica e psicoterapeutica dell’adolescenza. I contenuti e i contributi riguardano ciò che accade tra i 12 e i 24 anni e gli specialisti coinvolti provengono da formazioni diverse, poiché l’interculturalità e l’interdisciplinarietà sono elementi irrinunciabili di un serio percorso informativo e formativo.
La psicologia e la psicoterapia dell’adolescente costituiscono il focus di questa proposta online.
La prospettiva diagnostica e clinica di riferimento è quella che coniuga teoria psicoanalitica e teoria evolutiva, in quella che viene definita psicopatologia e psicoterapia evolutiva dell’adolescenza.
INTRODUCE, Matteo Lancini.
La parola dipendenza non è sinonimo di malattia.
In origine, lo stato di dipendenza assoluta del bambino dall’ambiente che lo circonda promuove la consapevolezza dei propri bisogni, la competenza a entrare in relazione, la nascita del pensiero creativo fino all’acquisizione della capacità di attendere e della capacità di stare da soli, variabili fondamentali che separano la compulsione dal desiderio. Una sana dipendenza, quindi, rappresenta la struttura stessa della nostra identità in un processo di crescente separatezza che chiamiamo crescita.
Quando questo percorso evolutivo fallisce, possono emergere le dipendenze patologiche che, al contrario, devono essere considerate sovrastrutture perché nascondono un’angoscia più profonda e rispetto a questa si pongono sempre come un tentativo di soluzione, destinato a fallire. Questo significa che le dipendenze patologiche non servono a perdere l’equilibrio, ma a mantenere l’unico equilibrio possibile.
In adolescenza, dove la psicopatologia non è fatta da sindromi ma da sintomi mobili, le dipendenze andrebbero configurate come fasi di abuso dal destino incerto, modulanti le inevitabili asincronie tra elementi dinamici ed economici di una mente che, in quest’epoca della vita, ha il vincolo di trasformarsi. In questo senso, ad esempio, il sintomo depressivo non dovrebbe essere considerato come semplice predittivo di una depressione, ma come un tentativo di acquisire la capacità di deprimersi, di tollerare la perdita e di sopravvivere alle separazioni.
Partendo da queste riflessioni proveremo insieme a fare pensieri “nuovi”, perché solo pensando cose che non si erano mai pensate prima potremo superare i pregiudizi e darci la possibilità di comprendere, a volte con preoccupazione, a volte con meraviglia.
Come cercano di fare gli adolescenti.
INTRODUZIONE A CURA DI MATTEO LANCINI
In adolescenza, dove la psicopatologia non è fatta da sindromi ma da sintomi mobili, le dipendenze andrebbero configurate come fasi di abuso dal destino incerto, modulanti le inevitabili asincronie tra elementi dinamici ed economici di una mente che, in quest’epoca della vita, ha il vincolo di trasformarsi. In questo senso, ad esempio, il sintomo depressivo non dovrebbe essere considerato come semplice predittivo di una depressione, ma come un tentativo di acquisire la capacità di deprimersi, di tollerare la perdita e di sopravvivere alle separazioni.
Federico Tonioni
Adolescenza.org .
Matteo Lancini
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