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Lacan e la Psicopatologia

Lacan e la Psicopatologia

Jean Claude Maleval | Lacan e la Psicopatologia

Introduce

Roberto POZZETTI

Esercita come psicoanalista a Como. E’ professore a contratto di psicologia alla LUDeS Campus Lugano e UCM Malta. E’ membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi. Presidente dell'Associazione di Promozione Sociale InOut, è stato Referente per la provincia di Como dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia. Lavora come Consulente Tecnico d'Ufficio per il Tribunale di Como. Ha scritto i seguenti libri: Senza confini. Considerazioni psicoanalitiche sulle crisi di panico (F. Angeli, Milano, 2007), Esiste un amore felice ? Sul trattamento psicoanalitico delle crisi di coppia (NeP, Roma, 2016), Tessere la cura. Elementi per la pratica della psicoanalisi (F. Angeli, Milano, 2018).

Traduce

Cinzia CROSALI

Psicoanalista, Dottore in psicopatologia clinica, esercita a Parigi, è membro dell’Ecole de la Cause Freudienne e dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi. Criminologa clinica, ha lavorato per vari anni come Esperta per il Ministero di Grazia e Giustizia italiana. Ha creato e anima dal 2006 il punto di ascolto psicologico presso il Liceo Italiano Leonardo da Vinci di Parigi.  E’ responsabile della formazione presso l’Associazione Intervalle-CAP (Centre d’accueil psychanalytique), dove interviene come psicoanalista. Autrice di numerosi articoli e del libro : La depressione, affetto centrale della modernità. E’ attualmente Presidente in carica dell’APSI, (associazione psicologi italiani in Francia).

 

Docenti
Jean-Claude Maleval
Psicoterapeuta
Membro della École de la cause freudienne dal 1982 e dell'Associazione Mondiale di Psicoanalisi.  
Programma
1
Modulo
CONSEGUENZE CLINICHE DELLA DIAGNOSI DI PSICOSI ORDINARIA.

Per alcuni analisti, l'unica bussola sarebbe la singolarità del soggetto, di modo che postulano una direzione della cura che va bene per tutto, appoggiata a un rifiuto della diagnosi. Eppure ci sono dei soggetti che si stabilizzano beneficiando di un deciframento dei propri sintomi e di una caduta delle identificazioni; altri invece lo fanno d'abitudine, prendendo appoggio su delle identificazioni conformiste oppure, meglio, attraverso l'invenzione, elaborando così una supplenza. La regolazione del godimento debordante non si ottiene con gli stessi metodi dell'emergere del rimosso. La psicoanalisi oggi incita a delle conduzioni della cura differenziate. Perché siano possibili è necessaria un'attitudine a discernere ciò che Lacan denominava "questi matti normali che costituiscono il nostro ambiente" al fine di non confonderli con dei nevrotici. 

Lun 16 Novembre 2020, 21:00 - 23:00
Relatore
Jean-Claude
Maleval
Durata Modulo
2 ore
2
Modulo
IL DELIRIO: LA SUA SCALA LOGICA E LA SUA FUNZIONE

Il delirio secondo Freud è un tentativo di guarigione che si estende su ciò che Lacan ha denominato "una scala dei deliri". La psichiatria classica ha distinto da lungo tempo diverse fasi nell'evoluzione del delirio cronico. Sono particolarmente identificabili nelle "Memorie" del Presidente Schreber. Ci vuole l'ipotesi psicoanalitica per discernere in queste fasi una logica inerente al delirio che riposa sul trattamento del godimento. L'evoluzione del delirio prende il suo punto di partenza in un'angoscia iniziale, associata a un enigma; poi, al fine di rimediare a questo, si orienta verso l'elaborazione di una soluzione più completa. Le quattro fasi del delirio descrivono un'evoluzione logica di cui è raro che un soggetto attraversi tutte le tappe. Ci sono degli psicotici che non pervengono mai a elaborare una difesa paranoide, altri che non superano questo tentativo disordinato, mentre sono rari coloro che raggiungono la pacificazione parafrenica. Una delle uscite possibili della cura del soggetto psicotico è l'incistamento del delirio ottenuto al termine della scala.

Lun 30 Novembre 2020, 21:00 - 23:00
Relatore
Jean-Claude
Maleval
Durata Modulo
2 ore
3
Modulo
L'APPROCCIO PSICOANALITICO ORIENTATO DAL BORDO AUTISTICO

A partire dai Lefort, alla fine del secolo scorso, l'approccio lacaniano non considera più l'autismo come una psicosi ma come una struttura soggettiva specifica. E' caratterizzata da un modo di difesa che prende appoggio su un bordo, che possiede tre incarnazioni: l'oggetto autistico, il doppio e l'interesse specifico. Gli approcci educativi considerano piuttosto il bordo come un ostacolo al progresso; mentre l'approccio psicoanalitico raccomanda di appogiarsi su di esso. Nella cura, non occorre interpretare per far sorgere un senso storico nascosto; occorre trattare l'angoscia favorendo un investimento regolato del bordo, inquadrando le passioni attraverso degli oggetti o attraverso degli animali, grazie ai quali si produce un progresso sullo spettro autistico, che può andare al suo termine fino all'autismo invisibile.

Lun 14 Dicembre 2020, 21:00 - 23:00
Relatore
Jean-Claude
Maleval
Durata Modulo
2 ore

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Materiale didattico:
video

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