Il corpo non dimentica. L'ADOZIONE TRA CLINICA E RICERCA

Convegno Online | 21-22 Ottobre 2022

30 ECM*

Direzione Scientifica: DARIA VETTORI

 

Relatori di fama nazionale e internazionale

18 ore di formazione online

Accesso alle registrazioni per 12 mesi

 

*Gli ECM sono validi
per il triennio 2020-2022 se compili il questionario entro il 30/12/2022
per il triennio 2023-2025 se compili il questionario tra il 1/01/2023 e il 30/12/2023


In questi due giorni si avvicenderanno professionisti, e non solo, coinvolti nel percorso adottivo, nel tentativo di offrire a chi lavora a contatto con questo mondo strumenti di lavoro ed un'occasione per riflettere.

La scelta di dare spazio alla ricerca scientifica nasce dalla consapevolezza che non è più possibile prescindere dal conoscere le più recenti scoperte neuroscientifiche nell'ambito dello sviluppo e degli effetti della deprivazione precoce. Inoltre, si è provato a dar voce a diversi punti di vista, quello di chi incontra i bambini, le famiglie, gli adolescenti, ma anche a chi vive questa esperienza sulla sua pelle, in prima persona, e può offrire una prospettiva fondamentale e unica.

 

PROGRAMMA

 

 

LECTIONES MAGISTRALES

6 Ottobre 2022
h 9-12, con 
Luigi CANCRINI

26 Ottobre 2022
h 9-12, con Stefano CIRILLO

 

 

Venerdì 21 ottobre

L'ADOZIONE TRA CLINICA E RICERCA

h 9.00 - 9.30, con Daria Vettori | I passi dell'adozione

h 9.30 - 10.30, con Manuela Viola | L’Intervento psicomotorio nei bambini adottati

h 10.30 - 11.30, con Joyce Manieri | L’intervento clinico sulla famiglia adottiva

h 11.45 - 12.45, con Daria Vettori | Accompagnare i genitori tra sogno e realtà. Esperienze di gruppo con famiglie adottive

h 14.00 - 14.30, con Pier Francesco Ferrari e Daria Vettori | Adozione tra clinica e ricerca

h 14.30 - 15.30, con Pier Francesco FerrariLo sviluppo della mente e gli effetti della deprivazione precoce nello sviluppo

h 15.30 - 17.00, con Nathan Fox | Gli effetti delle avversità precoci sul cervello e sul comportamento: Lezioni dal Bucharest Early Intervention Study

h 17.00 - 18.00, con Alessandra Marcazzan 

h 18.00 - 19.00, con Massimo Maini e Daria Vettori | Essere in un gesto. Accompagnare l’adolescenza adottiva. Esperienze di gruppo con adolescenti adottati

h 19.00 - 20.00 | Tavola rotonda

 

Sabato 22 ottobre

NARRARE L'ADOZIONE

h 9.00 - 10.00, con Monya Ferritti | L'adozione come corpo estraneo della società

h 10.00 - 11.00, con Daria Vettori Accompagnare gli adulti adottati. Percorsi di gruppo

h 11.15 - 12.15, con Devi VettoriTestimonianze o storie di vita? Adozione raccontata

h 12.15 - 13.15, con Massimo Maini e Daria Vettori Narrare l’adozione. Il tema della verità e del racconto delle origini. Il concetto di verità sostenibile

h 14.00 - 15.00, con Greta  Bellando | Il cerchio della storia. Le persone adottate si raccontano ai loro figli

h 15.00 - 15.30, con Massimo Ammaniti | Una riflessione finale sull'adozione tra clinica e ricerca

h 15.30 - 17.00, con Daria Vettori (chairman) | Apertura tavola rotonda coi docenti a partire dai quesiti inviati dai partecipanti e confronto su casi clinici

Programma
Modulo
1
L'adozione | Luigi Cancrini

Lezione Magistrale

-
Docente
Luigi Cancrini
Durata Modulo
3h 00m
Modulo
2
Il bambino maltrattato e l'adozione | Stefano Cirillo

Lezione Magistrale

-

L’intervento a favore del bambino maltrattato deve collocarsi all’interno di un progetto che prevede varie tappe, che esamineremo una ad una.
Lo snodo principale, una volta provveduto alla necessaria protezione, è costituito dalla prognosi sulla recuperabilità dei genitori: questi saranno in grado, dopo un trattamento iniziato senza una domanda d’aiuto ma su pressione dell’autorità giudiziaria, di diventare (o ri-diventare) “sufficientemente buoni” per occuparsi del figlio?
In caso di prognosi positiva l’intervento sarà centrato sulla famiglia (i genitori – o il genitore recuperabile - e figli), in caso di prognosi negativa sarà destinato al solo bambino, per aiutarlo a elaborare il lutto e avviarlo all’inserimento in una famiglia adottiva.

Docente
Stefano Cirillo
Durata Modulo
3h 00m
Modulo
3
I passi dell'adozione | Daria Vettori
-
Docente
Daria Vettori
Durata Modulo
0h 30m
Modulo
4
L’Intervento psicomotorio nei bambini adottati | Manuela Viola
-

In ambito psicomotorio si ha la possibilità di incontrare il bambino nella dimensione più nota e vicina a lui: l’espressività motoria, la sua maniera privilegiata di essere al mondo, mezzo che porta tutte le sue tracce esperienziali e gli permette di esprimere il piacere di essere se stesso, ma anche il suo dispiacere, la sua sofferenza e il suo malessere. Attraverso la via tonica-corporea il bambino può esprimere la sua storia passata, le sue relazioni attuali e la sua originalità umana in rapporto con lo spazio, il tempo, gli oggetti e le persone. Nello specifico, il dispositivo della Pratica Psicomotoria Aucouturier offre la possibilità di compiere un viaggio in cui si sviluppano diversi livelli di simbolizzazione e di rappresentazione di sé con l’obiettivo di riunificare, creare o ricreare il legame e l’integrazione tra soma e psiche, tra immaginario e reale, tra presenza e assenza. Accogliere, incontrare e prendersi cura di un bambino adottivo richiede un atteggiamento non intrusivo, avendo sempre chiaro che quel bambino è portatore di una storia particolarmente dolorosa più o meno risanata dalle successive esperienze vissute. L’aiuto psicomotorio ponendosi nell’ottica di un progetto trasformativo della crescita e della dinamica psicologica favorisce la costruzione di un processo di coesione e riunificazione delle parti per rafforzare la costituzione di una propria un’identità.

Docente
Manuela Viola
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
5
L’intervento clinico sulla famiglia adottiva | Joyce Manieri
-

L'intervento clinico sulla famiglia adottiva richiede l’acquisizione di una competenza professionale specifica sull’adozione. Cercando di mantenere una prospettiva di metà livello capace di includere diversi punti di osservazione dell’esperienza adottiva, vedremo gli strumenti concettuali e operativi forniti dagli approcci teorico- metodologici maggiormente utilizzati nell’attività clinico-terapeutica in campo adottivo. Cercheremo di comprendere la complessità dei processi adottivi ed il loro impatto sul singolo individuo e la sua famiglia, soprattutto oggi che i bambini arrivano in adozione più grandi, con special Need ed esperienze sfavorevoli infantili pregresse che possono portare ad alterazioni nel comportamento, nella gestione delle emozioni, nel controllo degli impulsi e nella capacità di stare in relazione con gli altri. Analizzeremo i compiti evolutivi della famiglia connessi all’adozione, soffermandoci sulla fase adolescenziale ed il bisogno di confronto con le origini da parte dei ragazzi. Uno dei compiti più importanti per i genitori adottivi, infatti, è quello di farsi carico dei “reperti” del passato, di quegli elementi alfabetizzati solo in parte avendo la capacità di accogliere e trasformare gli elementi di “non pensabilità”.

Il rischio è che la presenza del bambino che è stato adottato con la parte non-conosciuta delle sue origini rievochi i «resti non elaborati del passato» della coppia e risvegli ombre misteriose della storia familiare.

La famiglia adottiva deve riuscire ad integrare l’esperienza passata con quella presente mantenendo «il filo della continuità fra il prima e il poi, fra le radici e i suoi frutti, fra le emozioni indicibili e la possibilità di renderle comunicabili e dotate di senso». Altrimenti il rischio è quello di andare incontro a difficoltà importanti, scoraggiarsi ed assumere una postura rifiutante/aggressiva nei confronti del figlio.

Docente
Joyce Flavia Manieri
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
6
Accompagnare i genitori tra sogno e realtà. Esperienze di gruppo con famiglie adottive | Daria Vettori
-

Questo intervento ha l’intento di raccontare alcune riflessioni riguardo l’uso del gruppo nell’ambito del sostegno alla genitorialità adottiva, frutto di anni di lavoro con queste famiglie. Tale esperienza, in particolare, risulta essere molto importante per favorire l’incontro con il figlio reale e il riconoscimento. Il processo d’integrazione tra il figlio adottivo tanto atteso e sognato e il figlio reale, portatore a sua volta di una propria storia e di diverse attese, risulta essere, infatti, complesso e non immediato.

Il gruppo diviene, quindi, il luogo privilegiato per accompagnare questo processo, come anche tutte quelle fasi critiche in cui l’adozione si ri-significa in relazione alle tappe della vita sia dei figli che dei genitori. In questo senso diviene assolutamente fondamentale quando i ragazzi entrano in pre-adolescenza e adolescenza. In questo periodo, infatti, i genitori adottivi vivono il dilemma tra darsi ancora la possibilità di recuperare momenti della relazione con i propri figli mai vissuti e accompagnarli nei processi di individuazione. Tra tenere vicino e lasciare andare.

Gruppi non terapeutici in senso stretto, ma esperienziali. Gruppi nei quali la dimensione del rispecchiamento, del vedersi gli uni negli altri, consente di capirsi al di là della parola, di costruire un contenitore, anche corporeo e sensoriale, dove la coppia si sente protetta nei confronti di emozioni non facili da riconoscere e accettare.

Il gruppo diventa, quindi, una sorta di teatro, in cui sperimentare in una dimensione creativa.

Docente
Daria Vettori
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
7
Adozione tra clinica e ricerca | Pier Francesco Ferrari e Daria Vettori
-
Docente
Daria Vettori
Pier Francesco Ferrari
Durata Modulo
0h 30m
Modulo
8
Lo sviluppo della mente e gli effetti della deprivazione precoce nello sviluppo | Pier Francesco Ferrari
-

Il neonato alla nascita possiede delle competenze e motivazioni di natura sociale. Queste si esprimono all’interno di una complessa comunicazione tra il neonato e la propria madre (o il caregiver). Il bambino esprime già dalla nascita un grande interesse nei confronti degli stimoli sociali (il viso, la voce), in cui la dimensione del movimento, in senso diadico, sincrono e coordinato, è il fulcro entro cui la sua mente e il suo cervello si costruiscono.

A partire dagli anni 50’ e 60’, studi di psicologica, neuroscienze e biologia dello sviluppo hanno dimostrato che le prime esperienze corporee e affettive possono avere effetti a lungo termine sullo sviluppo del bambino. L’esistenza di periodi sensibili dello sviluppo suggerisce che il cervello è particolarmente plastico durante le prime fasi dello sviluppo. Alcune esperienze sensorimotorie ed affettive (o la mancanza di alcune di queste esperienze) possono quindi determinare delle traiettorie di sviluppo anomale, con effetti negativi a lungo termine sulle capacità cognitive, sociali e motorie del bambino.

La natura sociale del cervello dei primati emerge fin dalla nascita (e anche prima), quando i neonati esprimono una naturale attenzione per i volti e un'elevata sensibilità ai comportamenti contingenti con il caregiver. Questa comunicazione intersoggettiva faccia a faccia (face-to-face) è stata a lungo considerata unicamente umana. Tuttavia, recenti ricerche comparative hanno dimostrato che gli scambi comunicativi facciali complessi si sono evoluti in diverse specie di primati per promuovere i meccanismi di regolazione emotiva e probabilmente per fungere da precursori di competenze sociali complesse come l'empatia e la teoria della mente.

Da un punto di vista neurologico gli studi degli ultimi dieci anni hanno dimostrato l’esistenza di circuiti dedicati nella corteccia motoria che sono coinvolti nella codifica delle azioni ed emozioni altrui. Alcuni di questi neuroni, i neuroni specchio, rappresentano infatti un substrato neurale in cui l’osservazione di un azione/emozione attiva delle rappresentazioni motorie condivise. La presenza di un sistema specchio alla nascita, come dimostrato di recente nei neonati di scimmia, ci suggerisce che questi meccanismi sono filogeneticamente antichi e sono probabilmente responsabili di alcune delle competenze sociali del neonato. La possibilità di attivare delle rappresentazioni condivise probabilmente costituisce uno dei meccanismi fondamentali dell’intersoggettività. Ulteriori ricerche su neonati e lattanti dimostrano infatti che i comportamenti comunicativi face-to-face si basano in parte sulle reti corticali sensorimotorie e sulle strutture cerebrali che regolano le risposte emotive. Studi longitudinali sui macachi rhesus hanno infatti dimostrato che l'interruzione delle prime cure materne ha un impatto sullo sviluppo dei circuiti cerebrali coinvolti nella regolazione emotiva durante il periodo dell'adolescenza, aumentando così il rischio di ansia e comportamenti aggressivi. Questi studi sui primati non umani sono quindi fondamentali per comprendere meglio come le perturbazioni delle interazioni sociali precoci abbiano importanti conseguenze a breve e lungo termine sullo sviluppo sociale e sulla regolazione emotiva, con implicazioni significative sull'insorgenza di disturbi del neurosviluppo.

Docente
Pier Francesco Ferrari
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
9
Gli effetti delle avversità precoci sul cervello e sul comportamento: Lezioni dal Bucharest Early Intervention Study | Nathan Fox
-

I bambini abbandonati e cresciuti in istituti rappresentano un esempio estremo di trascuratezza. Nei primi anni di vita hanno ricevuto poche interazioni sociali contingenti e rispondenti o stimoli cognitivi. Gli effetti di questa deprivazione precoce possono influenzare i sistemi neurali che si aspettano un'interazione sociale modellata in modo da sviluppare relazioni di cura sicure e protettive e processi cognitivi efficaci. Nel Progetto di Intervento Precoce di Bucarest (BEIP), abbiamo documentato gli effetti duraturi di tale deprivazione. Inoltre, abbiamo pubblicato prove empiriche del fatto che i bambini tolti dagli istituti e inseriti nelle famiglie (affido) mostrano miglioramenti significativi, soprattutto se l'intervento avviene nelle prime fasi della vita del bambino. Questi dati ci hanno portato a formulare un modello degli effetti delle prime esperienze sul cervello e sul comportamento, nonché dell'influenza di determinate esperienze durante periodi sensibili dello sviluppo. Nel mio intervento presenterò una panoramica del BEIP e affronterò le questioni relative ai periodi sensibili dello sviluppo.

Docente
Nathan Fox
Durata Modulo
1h 30m
Modulo
10
Work in progress...
-
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
11
Essere in un gesto. Accompagnare l’adolescenza adottiva. Esperienze di gruppo con adolescenti adottati | Massimo Maini e Daria Vettori
-

Con questo intervento si intende raccontare l’adolescenza adottiva, a partire dal lavoro con i ragazzi che hanno partecipato e che partecipano a gruppi che conduciamo da più di 10 anni.

Nell’adolescente adottato, al senso di estraneità verso i propri genitori e il loro mondo, tipico di questa fase evolutiva, corrisponde l’attivarsi di fantasie e pensieri correlati al fatto che nella realtà vi è un “altrove” non condiviso (la terra d’origine, i genitori biologici, ecc). I ragazzi hanno bisogno di definire una appartenenza, non escludendo delle parti, ma piuttosto arrivando a definire una propria origin-alità : “Se capisco di chi sono, capisco chi sono” (Omar B.). Una storia che non può essere narrata prima di questo momento e che trova le sue radici prima di tutto nel sentire del corpo, come contenitore sempre vivo della propria storia.

Questo sentire verso la propria adozione e il risvegliarsi di vissuti e sensazioni associate alle fasi più precoci della vita (i neuroscienziati ci dicono oggi che l’adolescenza riapre importanti finestre sensibili di sviluppo), provocano spesso l’ingresso in fasi critiche la cui evoluzione è nel cosiddetto “fallimento adottivo”. I nostri gruppi sono nati anche con l’obiettivo di prevenire questi eventi profondamente e nuovamente traumatici.

Il gruppo diviene uno spazio e un luogo di con-tatto, dove prima della parola, si incontrano e si riflettono sensazioni ed emozioni, occhi, mani, odori e sapori. Uno spazio privilegiato perché protetto, contenitivo e tutelante. In questo luogo i ragazzi si permettono di iniziare a immaginare come può essere andata, di provare a rispondere a domande pur non avendo soluzioni certe, entrando nel mondo del possibile. Gli uni, in modo “riflessivo”, riempiono i vuoti degli altri, proponendo storie pensabili e narrabili.

Docente
Daria Vettori
Massimo Maini
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
12
Tavola rotonda
-
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
13
L'adozione come corpo estraneo della società | Monya Ferritti
-

Il tema dell’adozione tocca spesso corde emotive molto profonde e non di rado è anche accompagnata da note di benevolenza e compassione. Tuttavia, l’adozione rappresenta una anomalia in una società in cui i legami di sangue sono tuttora prevalenti e non è un caso che le coppie che vi ricorrono siano nella stragrande maggioranza dei casi infertili o sterili e l’adozione sia, inizialmente, il piano B della coppia per avere figli.

L’estraneità dell’adozione nella normatività familiare si rileva sia nei confronti delle famiglie adottive sia nei confronti delle persone che sono state adottate. Le famiglie adottive sono rappresentate in maniera polarizzata, generose, caritatevoli e altruiste oppure coraggiose, avventate o incaute. Anche le persone che sono state adottate sono vittime di discriminazioni multiple che spesso si trasformano in un vero e proprio stigma quando i luoghi comuni le descrivono come fortunate per un verso o problematiche per altri.

A partire da queste premesse l’intervento toccherà i temi della stigmatizzazione dell’adozione, dei pregiudizi consapevoli e inconsapevoli nei media, nella società, nelle istituzioni, fra le famiglie adottive e nei servizi e negli operatori del sociale. Si darà conto, inoltre, delle conseguenze degli stereotipi e dei pregiudizi sui bambini che sono stati adottati.

Docente
Monya Ferritti
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
14
Accompagnare gli adulti adottati. Percorsi di gruppo | Daria Vettori
-

Il fatto di vivere la condizione di adottivi, gioca un ruolo importante nell’intera esistenza. Le persone che hanno questa storia, anche raggiunta l’età adulta, possono avere un forte desiderio di condividere con altri, vissuti ed emozioni. Oggi, nel nostro paese, vi sono molte persone oramai adulte adottate che chiedono di potersi incontrare, non, come alcuni potrebbero ritenere, per creare una sorta d’isolamento, ma piuttosto per poter trovare, in una dimensione gruppale e di confronto, un senso di appartenenza ed un linguaggio comune che va al di la delle parole stesse. Gli Enti e le Associazioni sono chiamate ad offrire questa opportunità, intercettando sempre più questo bisogno. Se in passato, infatti, l’attenzione, è stata posta sulla formazione e il sostegno dei genitori adottivi, finalizzata ad uscire da un modo di fare adozione centrato sui bisogni degli adulti piuttosto che dei bambini, oggi la necessità crescente è quello di accogliere e dar voce anche a chi questa esperienza l’ha vissuta sulla propria pelle e desidera condividerla e raccontarla.

La dimensione del gruppo consente, a chi partecipa, di poter raccontare la propria storia, anche se non corrisponde fedelmente alla “verità”, condividendola con altri. Un percorso di questo tipo permette, attraverso le identificazioni, di ridimensionare e di trovare, nell’altro, le risorse, il proprio passato e il futuro. Un luogo da vivere come laboratorio di narrazione, dove poter sperimentare forme di racconto senza il timore di non essere compresi o del giudizio. Il gruppo, da la possibilità di parlare apertamente dei propri vissuti, rispetto alla ricerca della propria identità, alle domande sulle origini e sul proprio essere figli e genitori (oggi o nel futuro), così come del rapporto con il mondo esterno, ancora portatore di tabu e pregiudizi.

Docente
Daria Vettori
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
15
Testimonianze o storie di vita? Adozione raccontata | Devi Vettori
-

La narrazione che spesso viene fatta delle storie di adozione assume sfumature proprie più di “una testimonianza”, termine che in effetti viene utilizzato per definirle il più delle volte, e che racchiude in sé l'idea di un modello a cui far riferimento, attribuendo a tali racconti di vita un valore distorto.
A cosa serve ascoltare il racconto di vita di una persona con background adottivo?
Occorre anche in quanto operatori psico sociali fare un salto di pensiero, andando a cercare le motivazioni di questa domanda in quello che queste storie fanno risuonare in noi rispetto alla loro utilità oltre che in ciò che ascoltiamo e passare quindi dall’idea di testimonianza a quello di un racconto di vita da ascoltare con cura ma da non fare assurgere a modello con cui comparare le vite altre anche perché in questo automatismo si annida qualche rischio.
È quindi necessario decostruire il bisogno stesso di avere esempi e la modalità con cui si propongono e si "utilizzano" agendo una riflessione su questo tema per costruire una narrazione diversa che parta anche dai vissuti ma che riesca ad aprire lo sguardo oltre ad essi.

Docente
Devi Vettori
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
16
Narrare l’adozione. Il tema della verità e del racconto delle origini. Il concetto di verità sostenibile | Massimo Maini e Daria Vettori
-
Docente
Daria Vettori
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
17
Il cerchio della storia. Le persone adottate si raccontano ai loro figli | Greta Bellando
-

L’adozione non può essere considerata un evento nella vita che ha un “inizio” ed una “fine”; nel corso degli ultimi anni, sempre di più grazie anche all’ascolto delle voci degli adulti adottati, si è compreso come l’adozione sappia divenire nel tempo accompagnando i suoi protagonisti nelle tappe salienti della vita.
Seppur negli ultimi anni la letteratura ci stia fornendo, sempre di più, riflessioni in merito al divenire adulti e alla genitorialità delle persone adottate, ancora si è dibattuto poco rispetto a “Come” chi ha una storia di adozione deciderà di narrarla o non narrarla alle generazioni future.
All’interno di questo lavoro il focus è proprio come l’adozione sappia “narrarsi e ri-narrarsi” nel tempo, non solo a se stessi ma anche a chi sta accanto nella quotidianità ricoprendo il ruolo di partner o figlio.
Raccontare di sé a qualcun altro è sempre e comunque una tappa narrativa complessa e densa di significati, a maggior ragione quando nel proprio vissuto è presente un “altrove” con cui spesso si riprende maggior contatto proprio nella transizione verso il divenire coppia o genitore.
“Come si trasmetterà la propria storia? Come si narreranno i tasselli mancanti o perfino quelli in più? Si racconterà tutto o quello che si ritiene in quel momento o in quella relazione, necessario? Da soli, o con l’aiuto di qualcuno?” Che effetto questa storia avrà su chi la ascolta?”
Queste sono alcune delle domande che hanno fatto da cornice alle riflessioni realizzate all’interno di una ricerca qualitativa svolta tra il 2016 e il 2021 (Bellando, Vettori).
A questo confronto hanno partecipato 11 adulti con storie di adozione nazionale o internazionale e all’interno del dialogo si sono inserite le voci di tre partner e due figlie di adulte adottate.
Da questo lavoro si è compreso come davvero non ci sia una “fine” quanto piuttosto nuovi inizi in cui ciascuno può ri-trovare parti di sé che sanno essere traccia di ieri, oggi e domani.

Docente
Greta Bellando
Durata Modulo
1h 00m
Modulo
18
Una riflessione finale sull'adozione tra clinica e ricerca | Massimo Ammaniti
-

Come la clinica ha sicuramente indicato dei quesiti orientativi nei confronti della ricerca come ha ripetutamente messo in luce Eric Kandel, ugualmente la ricerca con le sue scoperte ha sollecitato la clinica ad adottare nuovi approcci valutativi e terapeutici, che verranno illustrati facendo riferimento a Bowlby e su un altro versante a Margareth Mahler.

Docente
Massimo Ammaniti
Durata Modulo
0h 30m
Modulo
19
Apertura tavola rotonda coi docenti a partire dai quesiti inviati dai partecipanti e confronto sui casi clinici | Daria Vettori (chairman) |
-
Durata Modulo
1h 30m
Iscrivendoti potrai
Partecipare alla diretta con la possibilità di interagire direttamente con i relatori
Vedere o rivedere l'evento in differita quando vorrai: rimarrà sulla tua area riservata per 12 mesi
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ISCRIZIONI

Early Booking
30 crediti ECM
per tutte le professioni sanitarie
Se ti iscrivi entro il 17 Ottobre 2022
183,00 €
Full Ticket
30 crediti ECM
per tutte le professioni sanitarie
Se ti iscrivi dal 18 Ottobre 2022 al 22 Ottobre 2022
229,00 €
La scadenza per ottenere gli ECM relativi a questo corso è il: 30 Dic 2022
Corso acquistabile entro il: 15 Dic 2023
Inoltre avrai accesso a:
Attestato di partecipazione
Attestato ECM
Tutte le professioni sanitarie
Test a risposta multipla
5 tentativi possibili

Acquistando il corso potrai:

  • ottenere 30 ECM 
    - per il triennio 2020-2022 se compili il questionario entro il 30/12/2022
    - per il triennio 2023-2025 se compili il questionario entro il 30/12/2023
  • acquistare l'intero convegno, per una formazione di 3 giorni
  • usufruire delle registrazioni dei seminari disponibili per 12 mesi sulla tua area riservata
  • scaricare tutti i materiali messi a disposizione dai docenti
  • ottenere l'attestato di partecipazione

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Le registrazioni sono disponibili per 12 mesi.
Gli interventi in lingua straniera saranno disponibili sia in lingua originale, sia con la traduzione montata.

Il test ecm sarà disponibile dalla fine del corso fino alla data di scadenza indicata nella tua area riservata.
Dopo tale data non sarà più possibile ottenere gli ecm.

Bisogna sempre fare riferimento alla data di scadenza del test ECM per calcolare le tempistiche di accreditamento (e NON alla data in cui è stato superato il test). La data di scadenza di un test ECM può essere verificata accedendo alla sua area riservata, sotto la voce "Scadenza acquisizione ECM" di fianco al titolo del corso.
Entro 90 giorni a partire da questa data comunicheremo i dati dei partecipanti al provider, che poi provvederà ad inviarli ad Agenas. I crediti saranno successivamente acquisiti da Cogeaps e varranno per il triennio 2020-2022.

Dunque, consideri queste tempistiche per capire quando potrà vedere i suoi crediti caricati all’interno della sua pagina di Cogeaps.

In ogni caso, se ha scaricato l'attestato di acquisizione ECM del suddetto corso, vale come certificazione dei crediti acquisiti.

I pagamenti tramite bonifico richiedono innanzitutto l’invio della distinta di avvenuto pagamento alla casella mail assistenza@psicologia.io.

Il corso richiede qualche giorno  lavorativo per essere correttamente caricato all’interno della sua area riservata, il tempo necessario per procedere con la verifica dell’effettiva ricezione del pagamento.

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Sia per corsi sia per libri:
sono disponibili 5 tentativi e fino alla scadenza indicata per la compilazione.

Vi sarà anche un questionario di valutazione da compilare.
Una volta completato, potrà scaricare direttamente dal sito il suo attestato ECM.

La comunicazione ad Agenas verrà effettuata entro i 90 giorni successivi alla data di scadenza del corso (indicata all’interno dell’area riservata, sotto la dicitura “Scadenza acquisizione ECM”).