Diventare sessuologo clinico

Come diventare sessuologo clinico: guida per psicologi

Come diventare sessuologo clinico: formazione e requisiti

Il percorso per diventare sessuologo clinico in Italia è riservato a psicologi, psicoterapeuti o un medici.

Per uno psicologo già abilitato, quindi, la domanda più utile non è soltanto come diventare sessuologo, ma quale percorso consenta di integrare competenze sessuologiche nella pratica rispettando i confini professionali, la propria formazione di partenza e la complessità clinica dei casi.

Chi è il sessuologo e cosa cambia per uno psicologo

La sessuologia utilizza un approccio necessariamente interdisciplinare. Le difficoltà relative alla sessualità possono coinvolgere variabili cognitive, emotive e relazionali, ma anche fattori endocrinologici, neurologici, ginecologici, andrologici o farmacologici.

Per uno psicologo, specializzarsi in questo ambito significa quindi ampliare la capacità di formulazione del caso senza perdere la propria identità professionale.

Un esempio aiuta a comprendere la differenza. Di fronte a una difficoltà erettile, a dolore durante i rapporti o a una variazione significativa del desiderio, una formazione sessuologica adeguata non porta necessariamente a formulare subito un'ipotesi psicologica. Al contrario, dovrebbe aiutare il professionista a valutare quali variabili approfondire e quando sia opportuno coinvolgere un medico o un altro specialista.

È proprio la capacità di integrare ipotesi diverse senza ridurre il sintomo a una sola causa uno degli elementi centrali del lavoro sessuologico.

Come diventare sessuologo clinico senza confondere sessuologia e psicoterapia

La formazione in sessuologia e la specializzazione in psicoterapia non sono equivalenti.

In Italia, l'esercizio della psicoterapia è disciplinato dalla Legge 56/1989. L'articolo 3 stabilisce che richiede una specifica formazione professionale successiva alla laurea in Psicologia o Medicina e Chirurgia, attraverso corsi di specializzazione di durata almeno quadriennale presso strutture previste dalla normativa.

Di conseguenza, una formazione sessuologica non attribuisce automaticamente il titolo o le competenze dello psicoterapeuta.

Questo aspetto è particolarmente importante per uno psicologo che desidera integrare la sessuologia nella propria attività. Gli strumenti e gli interventi utilizzati devono sempre rimanere coerenti con le competenze professionali effettivamente possedute.

Uno psicologo che sia anche psicoterapeuta potrà integrare la propria formazione sessuologica nel trattamento psicoterapeutico.

Le competenze cliniche da sviluppare per diventare sessuologo

Una formazione avanzata non dovrebbe limitarsi alla conoscenza delle principali disfunzioni sessuali. Per un professionista già formato in psicologia, il valore aggiunto risiede soprattutto nel raffinamento del ragionamento clinico.

Costruire un'anamnesi sessuologica realmente informativa

L'anamnesi sessuologica non può essere ridotta a una serie di domande sul comportamento sessuale.

Dovrebbe permettere di esplorare lo sviluppo della sessualità nel ciclo di vita, l'insorgenza e l'evoluzione della difficoltà, la relazione con il partner, eventuali cambiamenti fisiologici, patologie, terapie farmacologiche e condizioni contestuali associate al problema.

La variabilità del sintomo può costituire un'informazione clinicamente rilevante. Una difficoltà presente in modo costante può orientare l'assessment verso ipotesi differenti rispetto a un problema che emerge soltanto in determinate situazioni, con uno specifico partner o in particolari condizioni emotive.

Per questo, non è sufficiente chiedersi che cosa succede. Può essere altrettanto utile comprendere quando accade, in quali condizioni, da quanto tempo e con quale significato per la persona o per la coppia.

Saper leggere e riformulare la domanda

La domanda esplicita portata dal paziente non coincide necessariamente con il problema su cui sarà utile lavorare.

Una persona può chiedere di “aumentare il desiderio”, ma durante l'assessment possono emergere dolore, ansia anticipatoria, difficoltà relazionali, aspettative irrealistiche o altri fattori rilevanti. Allo stesso modo, una coppia può identificare uno dei partner come “portatore del problema” quando la difficoltà sessuale si inserisce in una dinamica relazionale più complessa.

La lettura della domanda sessuologica è infatti uno degli elementi principali all’inizio del colloquio clinico.

Riconoscere quando è necessario lavorare in équipe

La capacità di inviare a un altro professionista non rappresenta un limite della competenza clinica. Al contrario, in sessuologia può esserne una delle espressioni più importanti.

Un percorso formativo avanzato dovrebbe aiutare lo psicologo a riconoscere situazioni in cui può essere opportuno confrontarsi con:

  • Ginecologi o andrologi quando occorre approfondire possibili componenti organiche
  • Endocrinologi o altri specialisti medici in presenza di variabili cliniche specifiche
  • Psicoterapeuti quando la problematica richiede un intervento psicoterapeutico che esula dalle competenze possedute
  • Altri professionisti sanitari coinvolti nella salute sessuale, secondo le caratteristiche del caso

Un invio clinicamente fondato è diverso da un generico “consiglio di fare una visita”: parte da una formulazione del caso e permette, quando appropriato e nel rispetto delle regole professionali, di costruire una presa in carico interdisciplinare.

Supervisione e lavoro su di sé: due aspetti da non trascurare

La sessualità può attivare nel professionista convinzioni, valori culturali, emozioni, disagio o risonanze personali. Per questo motivo, la competenza sessuologica non è esclusivamente teorica; è fondamentale prima di tutto chiedere a noi stessi se siamo in grado di lavorare con certe tematiche e risonanza interna possono avere.

La supervisione permette infatti di osservare come le proprie interpretazioni, reazioni o evitamenti possano entrare nel processo clinico.

Come scegliere una formazione in sessuologia

Per un professionista già in attività, il numero delle ore non dovrebbe essere l'unico criterio con cui valutare un percorso.

Prima dell'iscrizione può essere utile verificare:

  • Requisiti di accesso e qualifica prevista al termine del percorso
  • Presenza di assessment sessuologico e formulazione del caso, non soltanto lezioni sulle disfunzioni
  • Utilizzo di casi clinici e supervisione
  • Presenza di docenti provenienti anche da discipline complementari alla psicologia
  • Continuità dell'aggiornamento successivo alla formazione

Diventare sessuologo come ampliamento della pratica dello psicologo

Per uno psicologo, diventare sessuologo può rappresentare un'evoluzione delle proprie competenze cliniche, più che l'acquisizione isolata di un nuovo titolo.

Il valore del percorso per diventare sessuologo risiede nella capacità di costruire una lettura più articolata della persona e della coppia, integrare conoscenze provenienti da discipline diverse e riconoscere quando il lavoro richiede una collaborazione multidisciplinare.

Per gli psicologi che desiderano approfondire questi aspetti, la formazione continua permette di aggiornare modelli, strumenti e competenze applicabili alla pratica professionale. In questo contesto, il Master asincrono in Sessuologia Clinica può rappresentare un'opportunità per approfondire contenuti specialistici conciliando la formazione con l'attività professionale. I percorsi di Psicologia.io sono rivolti proprio a professionisti che desiderano consolidare la propria preparazione attraverso contenuti avanzati e orientati all'applicazione clinica.

 

Serena Salucci

"Psicologia"

Psicologa e Sessuologa ClinicaStudio a Firenze, Castelfiorentino ed Empoli | Consulenze individuali e di coppiaSono Serena Salucci, psicologa e sessuologa clinica. Mi occupo di benessere psicologico, relazionale e sessuale, offrendo percorsi di supporto…