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Trauma e perdono. Una prospettiva psicoanalitica intergenerazionale

Trauma e perdono. Una prospettiva psicoanalitica intergenerazionale | Clara Mucci

Trauma e perdono. Una prospettiva psicoanalitica intergenerazionale

Integrando analisi psicoanalitiche contemporanee, studi classici sul trauma e recentissimi dati neurobiologici, Clara Mucci delinea una clinica del trauma basata su un concetto di psicoanalisi come testimonianza e su una nozione etica e relazionale del processo di cura. 

Viene inoltre ipotizzato un “al di là del trauma”, un andare oltre l’attaccamento al ruolo di vittima che il traumatizzato si porta dentro, identificando nella resilienza la capacità del sopravvissuto di superare la disumanizzazione e l’esperienza del male.

Nelle tre mattinate seminariali tramite webinar, Clara Mucci illustrerà i livelli traumatici distinguendo il trauma da mano umana da quello naturale-catastrofico, perché (come spiega Liotti) solo il trauma da mano umana crea dissociazione nel bambino.

Useremo le neuroscienze affettive e dell’attaccamento (Allan Schore soprattutto) per definire lo sviluppo ottimale della mente del bambino nella relazione con il caregiver nei primi due anni di vita, e illustreremo che cosa viene potenzialmente danneggiato nelle traumatizzaioni interpersonali, attraverso la cattiva sintonizzazione tra emisfero destro del bambino e della madre, oppure, livello piu’ grave con il maltrattamento e l’abuso, psicologico, verbale fisico sessuale. Verranno investigati anche i livelli di traumatizzazione intergenerazionali e le dinamiche della trasmissione

Anche in mancanza di attivo maltrattamento, a causa degli stati dissociati dei caregiver, per precedenti traumatizzazioni o lutti non risolti. Parleremo delle differenze tra dissociazione e rimozione e considereremo le differenze tra PTSD e PTSD complex. Il livello intergenerazionale di traumatizzazzione sarà illustrato soprattutto attraverso la letteratura sulle esperienze estreme come genocidi e stermini di cui il massimo livello studiato finora appartiene alla Shoah e al dopoguerra. 

Si parlerà e si vedrà nei casi come la traumatizzazione può passare da una generazione all’altra attraverso il modello dell’attaccamento e attraverso le dinamiche dell’emisfero destro, della identificazione, della ripetizione traumatica e della rivittimizzazione. 

Le teorie di Dori Laub saranno analizzate con le possibili somiglianze con una visione della clinica come testimonianza, a partire dalle teorie psiconalitiche di Sandor Ferenczi non accettate da Freud e rimaste sepolte per decenni fino a una ripresa dell sue teorie al giorno d’oggi, in cui la relazione e lo sviluppo del bambino e dell’individduo sono visti come elementi che possono accadere solo in un ambiente sensibile relazionale.

Concluderemo con esempi clinici che illustreranno come si procede nel lavoro con i traumatizzati gravi (complex PTSD e trauma intergenerazionale), dalla ricostruzione degli eventi o della storia traumatica, al passaggio dalla rabbia all’elaborazione del lutto per quello che non c’è stato fino alla possibilità di reintegrare la propria esperienza in un quadro creativo e di diverso significato, fino alle rinascita che la disindentificazione con le parti di sé identificate con la vittima e le parti disidentificate con l’aggressore permette, rinascita che fuori da ogni riferimento religioso ma in senso solo psicologico ed esistenziale possiamo forse chiamare perdono.

Obiettivi di Apprendimento
Acquisire conoscenze sul tema del trauma e sulla differenza tra trauma da mano umana e trauma naturale-catastrofico
Apprendere le interconnesioni e gli effetti del trauma sulla neurobiologia del cervello, sulle relazioni, sull'attaccamento e sullo sviluppo
Imparare a distinguere e trattare il PTSD e il PTSD Complex
Metodologia didattica

Seminari

Slide 

Casi clinici

Docenti
Clara Mucci
Psicoterapeuta
Clara Mucci è Professore Ordinario di Psicologia Clinica presso l’Università di Chieti dove è stata per anni Professore Ordinario di Letteratura inglese e teatro shakespeariano. Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico e docente presso la SIPP di Milano (Società Italiana Psicoterapia Psicoanalitica), analista didatta e supervisore per la Società Italiana di Psicoanalisi e di Psicoterapia… continua
Programma
1
Modulo
Distinzione tra traumi da mano umana e trauma catastrofico

Perché solo il trauma da mano umana crea dissociazione. Che cos’è la dissociazione, i vari livelli e come riconoscerli. Traumi di primo, secondo e terzo livello da mano umana. Conseguenze neurobiologiche.PTSD e PTSD Complex.

Differenze nella conseguenze tra  dissintonia (primo livello) e maltrattamento, deprivazione  e abuso (secondo livello). Identificazione con l’aggressore. Ferenczi e modernità ed efficacia delle sue teorie sul trauma di secondo livello. Attacchi al se’ come identificazione con l’aggressore. Diade internalizzata vittima-persecutore (colpa, vergogna, distruttività autodiretta e eterodiretta); patologia grave di origine traumatica.

PTSD complex e mancato riconoscimento nel DSM. Traumi di terzo livello (genocidio, sterminio, Shoah) e conseguenze intergenerazionali. Sintomi per la prima e seconda generazione. Trauma reale e trauma fantastico. Conseguenze oggi per la terza e la quarta generazione. Attuali genocidi e violenze di massa.

Ven 23 Ottobre 2020, 9:00 - 13:00
Relatore
Clara
Mucci
Durata Modulo
4
2
Modulo
Livelli di trasmissione  del trauma

Autori che hanno studiato la trasmissione tra le generazioni; Abraham e Torok ma soprattutto Dori Laub, Kogan, Kestenberg, Grubrich-Simitis, Danieli e Krystal. Il Fortunoff Archive for Video-Testimonies. Mie impressioni dalla visione dei video del Fortunoff Archive. Alcune voci.

Prima, seconda e terza generazione: enactment tra le generazioni, identificazioni, traumatizzazioni vicarie o secondaria o fantasmatica,  istinto di morte che sarebbe in realtà un lascito intergenerazionale o identificazione con l’aggressore volto verso il se’ corporeo. Segreto e silenzio nelle famiglie traumatiche.

Come agiscono le dinamiche dell’attaccamento nella trasmissione intergenerazionale. Attaccamento disorganizzato e predisposizione a dissociazioni future.

Di chi e’ il corpo (e la mente) che ho ereditato? Ancora neurobiologia del trauma; epigenetica e quello che l’ambiente può’ fare nel bene e nel male. Individuo e collettività (Judith Herman).

Sab 24 Ottobre 2020, 9:00 - 13:00
Relatore
Clara
Mucci
Durata Modulo
4 ore
3
Modulo
Il trattamento e le sue fasi 

Fase 1: ricostruzione del trauma (perché è necessario avvicinarsi il più’ possibile alla verità della vittima);

Fase 2: lavoro sulle emozioni negative (rabbia, frustrazione, depressione, vendetta);

Fase 3: lavoro sul lutto per quello che non c’è stato e non si potrà riavere mai più; possibili esiti anche creativi e artistici di elaborazione.

Fase 4: il perdono; non e’ necessario arrivarci, ma sarebbe il lascito finale: il perdono per se stessi, per il persecutore interno, per la vittima che siamo stati; lasciare andare la diade vittima-persecutore ci libera dalla volontà di avere vendetta o una forma di risarcimento; siamo ancora nelle grinfie del persecutore?

Importanza della collettività ( e della famiglia) per il recupero della vittima; il significato della traumatizzazione è anche elaborato in una cornice culturale e sociale più’ ampia. Comunità di testimonianza. Domande finali.

Ven 30 Ottobre 2020, 9:00 - 13:00
Relatore
Clara
Mucci
Durata Modulo
4 ore

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Materiale didattico:
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