Psicologia e Psicopatologia Perinatale. Prevenzione, Diagnosi, Trattamento

Psicologia e Psicopatologia Perinatale. Prevenzione, Diagnosi, Trattamento

PSICOLOGIA E PSICOPATOLOGIA PERINATALE.
PREVENZIONE, DIAGNOSI, TRATTAMENTO

Direzione Scientifica: ALESSANDRA BRAMANTE

20 relatori internazionali

40 ore di formazione online

Accesso alle registrazioni per 12 mesi

30 ECM

Audio in originale e con traduzione simultanea per i relatori e le relatrici stranieri

 

INTRODUZIONE

Comunemente si pensa alla maternità come ad una esperienza gioiosa e serena, e che il normale sviluppo del bambino dipenda principalmente da un rapporto equilibrato tra la mamma ed il suo piccolo. Il meraviglioso cammino della maternità, anche se messo a nudo dalle varie discipline di studio, rimane comunque un mistero, ed è importante prendere consapevolezza che anche l’amore materno, come le altre emozioni e sentimenti, ha una duplice valenza: positiva e negativa. Ecco perché è corretto parlare di ambivalenza dell’amore materno.

Esistono dei lati oscuri della maternità che portano la donna a vivere emozioni contrastanti rispetto alla gravidanza ed alla nascita del suo bambino. La maternità è forse l’esperienza più importante e “stravolgente” nella vita della donna. Questo spesso la riporta ad uno stato primario in cui il bambino diventa fonte di gioia, di soddisfazione, ma anche teatro delle mancanze e delle paure della propria infanzia.
Per questi motivi è importante aiutare le mamme a fare luce sulle proprie emozioni legate alla maternità ed intercettare le donne a rischio di psicopatologia in gravidanza e post partum. Sappiamo che circa una neomamma su cinque soffre di depressione post partum e, circa la metà di queste erano già depresse in gravidanza.

Scopo del convegno è quello di fornire agli operatori che lavorano nell’ambito del materno-infantile un modello clinico multidisciplinare integrato a favore delle donne della sua famiglia, del bambino e della relazione madre-bambino, avvalendosi anche della collaborazione di illustri docenti stranieri.

 

INTERVENTI

Prabha Chandra - Trauma e maternità - esperienza di una Mother Baby Unit in India

Franco Freilone - La perizia nei casi di figlicidio materno

Maura Anfossi - Il lutto invisibile e taciuto: comprendere e supportare le perdite perinatali

Alessandra Bramante - Il disturbo della relazione madre-bambino

Mauro Mauri - Ruolo dello screening in gravidanza e nel postpartum: dati del PND-ReScU

Alessandra Piontelli - Alterne fortune di gravidanze e feti

Vicky Fallon - L’ansia nel post partum, uno strumento di valutazione

Raffaella Visigalli - Sterilità e infertilità di coppia. Counseling e terapia psicologica prima, durante e dopo un trattamento di PMA

Valeria Brenna - La psicoterapia nel periodo perinatale

Nichole Fairbrother - Pensieri nocivi post-partum e disturbo ossessivo-compulsivo

Chiara Ionio - Nascere sotto il segno del cancro … l’impatto della malattia oncologica sulla transizione alla maternità e sulle prime interazioni mamma-bambino

Gianluca Rosso - Il disturbo ossessivo-compulsivo in gravidanza e postpartum

Claudia Mattalucci - Maternità e culture. Una lezione di antropologia

Franco Baldoni - La depressione perinatale nei padri

Orna Donath - Pentirsi di essere madre

Alessandra Bramante - Il figlicidio materno: dal reato alla prevenzione

Arianna Di Florio - Il disturbo bipolare e la psicosi puerperale

Fuani Marino - Malattia mentale e maternità, una sfida possibile?

Cesario Bellantuono - La Psicofarmacoterapia in Gravidanza e Allattamento: recenti evidenze dalla letteratura internazionale

Enrica Beringhelli - La gravidanza protegge dalla violenza?


INFORMAZIONI ECM

La scadenza per ottenere gli ECM relativi a questo corso è il 28/11/2022.

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  • Per qualsiasi chiarimento o difficoltà, scrivi ad assistenza@psicologia.io
Programma
Modulo
1
Prabha Chandra | Trauma e maternità - esperienza di una Mother Baby Unit in India

La presentazione esplorerà come il trauma passato influenza la psicopatologia e la relazione madre bambino nel periodo perinatale. La Mother Baby Unit di Bangalore ammette madri e neonati con un caregiver quando la madre ha un problema psichiatrico. La maggior parte delle donne presenta gravi malattie mentali. Le madri con una storia di trauma hanno spesso più problemi nell'interazione madre bambino, indipendentemente dalla gravità della malattia mentale. L'ideazione suicidaria è anche più alta tra le donne che riportano traumi passati o in corso.

Il trauma è sotto forma di abuso sessuale e la testimonianza di violenza domestica tra i genitori o sperimentare la violenza del partner intimo. L'intervento descriverà la prevalenza e i tipi di trauma infantile e adulto tra le donne con psicosi post-partum ammesse in un'unità psichiatrica madre-bambino. Attraverso esempi di casi, saranno discussi i dettagli di come si manifesta il trauma transgenerazionale. Verrà anche presentato il ruolo degli interventi terapeutici per gestire il trauma, ripristinare l'equilibrio nella famiglia e consentire adeguate interazioni diadiche.

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Docente
Prabha Chandra
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
2
Franco Freilone | La perizia nei casi di figlicidio materno

Il presente lavoro si propone di descrivere la metodologia della valutazione peritale nei casi di figlicidio materno.

I passaggi diagnostici e valutativi vengono proposti in relazione alle varie fasi dell’accertamento, con riguardo alla criminogenesi e criminodinamica dell’atto omicida e al concetto di nesso eziologico in rapporto al figlicidio materno, da intendersi come fenomeno comportamentale multifattoriale, in riferimento particolare al dettato dalla nota Sentenza 9163/2005 delle Sezioni Unite Penali.

Per quanto riguarda gli aspetti clinici, vengono presi altresì in considerazione gli elementi psicopatologici e criminologici che meglio permettono di valutare il fenomeno, senza pregiudizio comportamentale.

Il lavoro sottolinea l’importanza dell’esame psicopatologico e psicodiagnostico sinergicamente alla caratterizzazione del fatto, con esemplificazioni attraverso casi.

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Docente
Franco Freilone
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
3
Maura Anfossi | Il lutto invisibile e taciuto: comprendere e supportare le perdite perinatali

E’ raro che la fecondità di una coppia sia lineare: aborti spontanei e morti in utero raggiungono tassi di incidenza tra il 15% e il 20%. A questi si aggiungono i decessi causati da eventi avversi durante il parto e le morti dei neonati con storie di prematurità, che sono circa il 2%. 
Il lutto perinatale è stato per tanto tempo minimizzato, come se il dolore della perdita fosse direttamente proporzionale all’età di chi muore: nullo o quasi se la creatura neanche la si era vista. In realtà i genitori, ma spesso anche gli altri familiari (fratelli, nonni), attraversano emozioni molto intense, che, se non espresse, accolte e quindi elaborate, hanno una ricaduta critica e in una percentuale significativa anche conseguenze psicopatologiche (stress acuto, sintomi ansioso-depressivi, DPTS). 

Nell’intervento verranno approfonditi questi vissuti, le loro conseguenze e verranno proposte indicazioni sui trattamenti di elezione per la gestione del trauma, non solo dei genitori, ma anche degli eventuali figli già presenti. Si farà anche riferimento all’utilizzo dell’approccio EMDR sia in acuto, in ospedale e subito dopo le dimissioni, sia in occasione di un trauma pregresso. 
Verrà sinteticamente illustrata la procedura dell’ostetricia/ginecologia dell’ospedale di Cuneo (creata in condivisione con gli altri ospedali HUB piemontesi) sull’integrazione con l’equipe medica nella comunicazione del decesso, sulla care del corpo del neonato e sulla valutazione con la coppia sulla loro scelta se vedere o no il cadavere. 
Si condivideranno le indicazioni su come aiutare i genitori a informare del decesso gli eventuali altri fratelli. 

A partire da alcuni casi clinici portati dal docente, si apriranno spazi di riflessione sul simbolico e sui fantasmi che la morte perinatale introduce nella famiglia e sui rischi di modifica degli stili di attaccamento con i figli presenti in casa e su eventuali altri che nasceranno, in un’ottica di attaccamento intergenerazionale.
Uno spazio finale sarà dedicato ai vissuti degli operatori sanitari, in particolare ostetriche, infermieri, medici per i quali a volte questi eventi avversi costituiscono veri e propri traumi vicari, sui quali è necessario agire tempestivamente.

 

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Docente
Maura Anfossi
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
4
Alessandra Bramante | Il disturbo della relazione madre-bambino

Lo sviluppo del rapporto madre-bambino è il processo psicologico centrale del periodo perinatale. Talvolta l’emozione materna arriva senza indugio, in alcuni casi invece c’è un indugio fastidioso e la mancanza dei sentimenti attesi. Il disturbo di relazione madre-bambino consiste nella presenza di sentimenti persistenti e negativi nei confronti del proprio bambino.

Durante l’incontro si delineeranno le caratteristiche di questo disturbo, il più specifico che la psichiatria madre-bambino deve affrontare, attraverso la teoria ma anche casi clinici.

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Docente
Alessandra Bramante
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
5
Mauro Mauri | Ruolo dello screening in gravidanza e nel postpartum: dati del PND-ReScU

Nel periodo perinatale la donna appare piuttosto vulnerabile nei confronti del disturbo depressivo. Infatti, a seconda degli studi, la depressione maggiore e minore presenta tassi di prevalenza che variano rispettivamente tra l’8,5% e l’11,0% in gravidanza e tra il 6,5% e il 12,9% nel primo anno post-partum. Nonostante ciò, solo una ridotta percentuale dei casi viene identificata e trattata con importanti conseguenze negative sia sulla madre che sul bambino.

Dal 2004 al 2007 e dal 2009 al 2011 sono stati condotti due studi dal Perinatal Depression–Research & Screening Unit (PND-ReScU®) della Clinica Psichiatrica dell’Università di Pisa, in collaborazione con la Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (AOUP). I due studi, entrambi con un disegno naturalistico longitudinale, avevano gli obiettivi di definire i tassi di prevalenza e di incidenza della PND e di individuare l’eventuale presenza di ulteriori fattori di rischio per la PND, oltre a quelli già noti, nel tentativo di mettere a punto le strategie più idonee per un efficace screening della patologia stessa.

È stata rilevata la presenza di una sintomatologia depressiva o ansiosa, anche in comorbidità, in una percentuale non trascurabile di casi. Inoltre, i risultati sembrano supportare l’ipotesi che uno screening precoce e un intervento psicoeducazionale, effettuati in diversi momenti della gravidanza, possano permetterci di rilevare le pazienti più a rischio e di intervenire in modo tempestivo, riducendo il carico di psicopatologia perinatale.

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Docente
Mauro Mauri
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
6
Alessandra Piontelli | Alterne fortune di gravidanze e feti

Perché gravidanze al plurale? Che cosa le rende diverse? Come sono state vissute attraverso i secoli? Come vengono vissute in altre parti del mondo? Come sono cambiate le teorie sulla fecondazione? Come ancora si differenziano in alcune regioni?
Un tempo la madre era sempre certa. Fecondazioni assistite di diverso genere e gestazioni surrogate hanno infranto un principio che pareva inviolabile. Quali altre sorprese ci riserva il prossimo futuro?
I feti di per sé non sono cambiati, ma essendo diventati visibili, sono spesso oggetto di ideazioni bizzarre. Quali alcune delle principali? Che riflessi hanno sulle gravidanze?

Come si studiano invece  i feti? Come nascono, si sviluppano e si palesano i principali comportamenti fetali? Come iniziano e che funzione hanno i movimenti corporei del feto? Il respiro fetale è paragonabile al respiro post nascita? Le espressioni facciali esprimono sensazioni e sentimenti? Come nasce ad evolve il sonno fetale?
In altre società gli ultrasuoni vengono usati per selezionare i feti in base al genere. In altre ancora magia e superstizione dominano la gravidanza. Le differenze possono essere abissali.

Infine cosa sappiamo fino ad ora su Sars-Covid-19 e gravidanza?

 

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Docente
Alessandra Piontelli
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
7
Vicky Fallon | L’ansia nel post partum, uno strumento di valutazione

I sintomi perinatali dell'ansia sono sempre più riconosciuti a causa della loro alta prevalenza e del loro impatto. Molte misure comunemente usate per valutare l'ansia perinatale sono state sviluppate in popolazioni generali e possono contenere domande che sono inappropriate per le neo-mamme (ad esempio, mi sento stanca) o non contengono elementi che sono rilevanti per il periodo della gravidanza (ad esempio, ansie relative al legame, all'alimentazione, al sonno).  

Gli studi che utilizzano misure di ansia specifiche per la gravidanza hanno scoperto che esse predicono gli esiti perinatali più efficacemente delle misure generali. Tuttavia, in precedenza non esistevano misure di questo tipo per valutare le ansie specifiche del periodo postnatale.  La dottoressa Vicky Fallon introdurrà la Postpartum Specific Anxiety Scale, descriverà il background e lo sviluppo della misura, e discuterà di come essa predica più efficacemente gli esiti come l'alimentazione del neonato e il legame materno rispetto a una misura generale dell'ansia.  

Parlerà poi di come lo strumento è stato usato nella pratica clinica e durante la pandemia, e dello sviluppo di una forma breve più accessibile.  L'evidenza psicometrica suggerisce che il PSAS è uno strumento di ricerca accettabile, valido e affidabile per valutare le ansie, che sono specifiche del periodo post-partum.

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Docente
Vicky Fallon
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
8
Raffaella Visigalli | Sterilità e infertilità di coppia. Counseling e terapia psicologica prima, durante e dopo un trattamento di PMA

Il fenomeno dell’infertilità e della sterilità di coppia è in costante crescita in tutti i paesi industrializzati. In Italia, i dati[1] pubblicati dal Ministero della Salute, rivelano che circa il 15% delle coppie italiane si confronta con un problema di infertilità.

L’esperienza di non riuscire a concepire un figlio e la comunicazione della diagnosi di infertilità e/o sterilità sono eventi traumatici che, con il tempo, possono portare ad una crisi di vita sia a livello individuale che relazionale nella coppia. L’altalena di emozioni che entra in gioco, se non gestita con efficacia, rischia di compromettere il legame, invece di rafforzarlo. Non solo, la scelta di affidarsi alla medicina e alla scienza può risultare difficile da maturare e, anche quando si decide di intraprendere un trattamento di riproduzione medicalmente assistita (nota come PMA), il percorso è spesso faticoso e non sempre risolutivo del problema.

Come stabilito dalle Linee guida del 2015 – pubblicate ad integrazione della legge 40 del 2004 – le coppie hanno il diritto di ottenere un adeguato supporto psicologico in tutte le fasi del percorso psicologico di fecondazione assistita. Il supporto psicologico è quindi un’opportunità che aiuta le coppie ad affrontare con più risorse questo momento delicato del loro ciclo di vita ed evita la compromissione del rapporto, riducendo le probabilità di sviluppare malessere psichico; inoltre, preserva la qualità del legame e aumenta la possibilità di fare scelte più consapevoli e funzionali in base ai bisogni e alla storia della coppia.

 

[1] Ministero della Salute, dati 30 marzo 2021

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Docente
Raffaella Visigalli
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
9
Valeria Brenna | La psicoterapia nel periodo perinatale

Il contributo ha l'obiettivo di presentare le principali pratiche cliniche sviluppate nel mondo per i disturbi che emergono o si acuiscono nel periodo perinatale. 

Verranno esplorate anche alcune tematiche particolarmente  rilevanti nell'intervento psicologico e psicoterapico in fase pre-concezionale, in gravidanza e nel post partum.

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Docente
Valeria Brenna
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
10
Nichole Fairbrother | Pensieri nocivi post-partum e disturbo ossessivo-compulsivo

I pensieri indesiderati e intrusivi (pensieri, immagini o impulsi) di danno al neonato sono un'esperienza post-partum comune, che coinvolge pensieri sia di danno accidentale al neonato sia di danno al proprio bambino di proposito. La ricerca attuale indica che i pensieri indesiderati e intrusivi di danno accidentale al neonato sono onnipresenti e riportati dalla grande maggioranza, se non da tutte le persone che hanno partorito di recente. I pensieri post-partum di danni intenzionali legati al bambino sono riportati dal 50% di coloro che hanno partorito di recente.

I dati esistenti indicano che questi tipi di pensieri hanno molte più probabilità di portare allo sviluppo di difficoltà di salute mentale, in particolare il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD), piuttosto che ad un aumento del rischio di danni al bambino. Tuttavia, questo non è ben noto e gli operatori sanitari tipicamente rispondono alle rivelazioni di questi tipi di pensieri con il monitoraggio di potenziali abusi sui bambini. Questo tipo di monitoraggio aumenta il rischio di depressione e OCD.

Se, come l'evidenza suggerisce, questi pensieri rappresentano un rischio per la salute mentale materna, ma non la sicurezza del bambino, il monitoraggio è inappropriato e probabilmente dannoso. In questo intervento fornirò una panoramica di questo argomento, e presenterò i nostri dati recenti sulla prevalenza e l'incidenza del disturbo ossessivo-compulsivo perinatale, e i pensieri post-partum di danno infantile, in particolare la loro relazione con l'aggressività verso il bambino.

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Docente
Nichole Fairbrother
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
11
Chiara Ionio | Nascere sotto il segno del cancro … l’impatto della malattia oncologica sulla transizione alla maternità e sulle prime interazioni mamma-bambino

Il periodo della gestazione, ma anche i primi giorni successivi al parto, implicano regolazioni e modifiche nel comportamento nella donna e addirittura un cambiamento nella propria identità, finalizzato alla conoscenza del nuovo arrivato e alla costruzione di una nuova relazione (Redshaw & Martin, 2013, Milgrom, 2009).

Il diventare madre è un processo trasformativo che persiste e si completa gradualmente e che nella dinamica reciproca di autoregolazione e regolazione interattiva si modella su un iter evolutivo specifico lasciando una traccia indelebile nella mente del bambino. La traiettoria di sviluppo del bambino trova quindi una corrispondenza nella traiettoria di sviluppo della madre che a sua volta risente dell’ambiente relazionale e intrapsichico nel quale si è strutturata. Quindi, se vi sono incidenti di percorso durante la transizione alla genitorialità ci saranno esiti evolutivi più o meno sfavorevoli che colpiranno la diade madre-bambino andando ad influenzare negativamente il sistema di sintonizzazione affettiva.

Qualsiasi grave patologia fisica o psichica che colpisce la donna nel periodo perinatale può avere importanti ripercussioni negative sulla salute della madre, su quella del bambino e sulla qualità della relazione mamma-bambino sia nel breve che nel lungo periodo. Infatti, la gravidanza complicata da una diagnosi medica mette la donna di fronte a un doppio rischio: il desiderio di maternità è controbilanciato dall'esperienza difficile e dolorosa della malattia che mina profondamente la sua sicurezza e il suo progetto futuro.

Quando viene fatta una diagnosi oncologica e onco-ematologica durante il periodo fertile, assistiamo ad un profondo impatto psicologico sul benessere della donna e sul suo futuro progetto di maternità. Una diagnosi di cancro, infatti, altera i fattori psicologici protettivi che sono fondamentali per affrontare efficacemente sia la gravidanza che il periodo post-partum; nello specifico, una diagnosi oncologica rappresenta una sfida per la costruzione dell'attaccamento prenatale e postnatale mettendo la donna a dover bilanciare le spinte vitali che il bambino che aspetta porta con sé con quelli mortifere legate alla malattia oncologica.

In questo intervento cercheremo quindi di dare una panoramica su come una diagnosi di cancro vada ad impattare sulle rappresentazioni materne in gravidanza, sull’attaccamento prenatale e sulla relazione precoce con il bambino.

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Docente
Chiara Ionio
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
12
Gianlunca Rosso | Il disturbo ossessivo-compulsivo in gravidanza e postpartum

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è un disturbo mentale che colpisce circa il 2% della popolazione, comportando un carico di sofferenza importante per chi ne è affetto e con importanti ricadute sul funzionamento socio-lavorativo e sulla qualità̀ di vita. Fattori biologici e psicosociali possono svolgere un ruolo di primo piano nella modulazione della vulnerabilità individuale al DOC. La gravidanza, nello specifico il terzo trimestre, e il postpartum sono periodi a rischio sia per esordio di sintomi ossessivo-compulsivi, sia per riesacerbazione dei sintomi in donne che già soffrono di DOC.

Per quanto concerne le caratteristiche cliniche del DOC in gravidanza e nel postpartum, si presenta per lo più con ossessioni di aggressività nei confronti del nascituro/neonato e/o contaminazione. I sintomi ossessivi tipicamente si associano a rituali di controllo e lavaggio o a condotte di evitamento. Oltre alle conseguenze sul benessere e sulla qualità di vita della donna, la presenza di DOC in gravidanza e/o nel postpartum può determinare una profonda alterazione della relazione madre/neonato.

Da qui la necessità di diagnosticare il disturbo prima possibile per garantire sia un accesso tempestivo a trattamenti specifici sia una corretta psicoeducazione della paziente e dei familiari. Nel corso della relazione verranno presentati e analizzati i dati di letteratura relativi alla prevalenza, all'eziopatogenesi, alle caratteristiche e alla gestione clinica e terapeutica del DOC in gravidanza e nel postpartum.

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Docente
Gianluca Rosso
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
13
Claudia Mattalucci | Maternità e culture. Una lezione di antropologia

Come si originano le idee intorno alla maternità? Che rapporto hanno con le pratiche e con le esperienze soggettive? Qual è il ruolo che rivestono il sociale e il culturale nel dare forma a modi sempre diversi di diventare, essere e fare le madri? L'obiettivo della lezione è provare a rispondere a questi interrogativi offrendo alcuni spunti tratti dall’antropologia culturale, dalla letteratura e dall’arte che sollecitino i partecipanti a riflettere sui significati plurali del termine madre e sui diversi modi in cui la gravidanza e la maternità sono vissute.

Parleremo inoltre dei fraintendimenti possibili che possono insorgere quando diverse idee della maternità entrano in relazione, delle forme di precomprensione che entrano in gioco e degli effetti – anche disgreganti - che queste possono avere sull’accompagnamento e sulla presa in carico delle madri. Attingendo al sapere dell'antropologia, presenterò infine alcuni accorgimenti metodologici che possono sostenere il dialogo in uno spazio multiculturale.

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Docente
Claudia Mattalucci
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
14
Franco Baldoni | La depressione perinatale nei padri

Le funzioni del padre nella famiglia contemporanea, con il declino di un modello familiare di tipo patriarcale, sono notevolmente mutate. I padri oggi sono molto più coinvolti nell’accudimento della prole e nella funzione di genitore e di partner, un cambiamento recente nella storia evolutiva testimoniato anche da modificazioni ormonali e neurobiologiche che influenzano inevitabilmente anche la salute psicologica del padre. Per decenni le ricerche sui disturbi affettivi perinatali (in particolare la depressione postpartum) sono state condotte quasi esclusivamente sulle madri.

Nonostante le difficoltà nel condurre studi sui maschi, recenti meta-analisi e review sistematiche hanno dimostrato che nel periodo perinatale anche i padri manifestano frequentemente disturbi affettivi. I disturbi affettivi perinatali paterni, come la Depressione Perinatale Paterna, sono molto frequenti, ma la loro diagnosi risulta difficile. Negli uomini, infatti, i sintomi depressivi tendono a manifestarsi in modo differente dalle madri e sono spesso accompagnati da altri disturbi quali: sintomi ansiosi, lamentele somatiche (disturbi di somatizzazione, dolore cronico, ipocondria), agiti comportamentali (ad esempio crisi di rabbia) e dipendenze patologiche (fumo, droghe, socialnetwork, internet).

Questa complessità clinica comporta molte difficoltà nello screening e nella diagnosi che richiedono un approccio diagnostico “gender-based” che tenga presente la specificità dell’espressione di questi disturbi nel maschio. Riconoscere precocemente la manifestazione di un disturbo affettivo è molto importante in quanto ha conseguenze negative non solo per il padre, ma per il benessere della madre e lo sviluppo psicofisico del bambino. Un passo avanti significativo nella ricerca sui disturbi affettivi perinatali paterni è rappresentato dalla loro valutazione in una prospettiva sistemica ecologica che consideri il padre non solo nel rapporto diretto con i figli, cioè in una visione diadica, ma inserito in una prospettiva più ampia di tipo triadico.

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Docente
Franco Baldoni
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
15
Orna Donath | Pentirsi di essere madre

L'obiettivo del mio intervento è quello di rompere il silenzio intorno al tema tabù del rimpianto della maternità, attingendo ai miei anni di ricerca in cui ho intervistato donne che vorrebbero non aver mai abbracciato la maternità. 
Mi riferisco al rimpianto come una questione sociologica e femminista: poiché il rimpianto segna la strada non presa, dobbiamo considerare se percorsi alternativi per le donne possano essere attualmente bloccati, e chiedere di prestare attenzione a ciò che è proibito dalle nostre regole contemporanee della maternità, compreso l'assunto culturale che la maternità sia un ruolo "naturale" per tutte le donne - per il bene di tutte le madri e di tutte le donne, non solo di quelle che rimpiangono la maternità.  
Nel mio intervento vorrei anche suggerire che se pensiamo alle emozioni come un mezzo per dimostrare contro i sistemi di potere, allora il rimpianto è un campanello d'allarme che non solo dovrebbe avvertire le società che abbiamo bisogno di rendere più facile per le madri essere madri, ma che ci invita a ripensare la politica della riproduzione, la maternità e le nostre nozioni sociali di tempo e relazioni intersoggettive.

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Docente
Orna Donath
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
16
Alessandra Bramante | Il figlicidio materno: dal reato alla prevenzione

 Anche se succede raramente che una madre uccida il suo bambino, ciò è in grado di suscitare sgomento e così, quando si verificano questi delitti, il pensiero va subito all’idea di una madre che ha ucciso a causa di una qualche infermità di mente. In Italia sono esigui gli studi sulle madri che uccidono i figli. Tali studi sono esclusivamente a carattere criminologico, quindi interessati a fare un identikit del fenomeno (dove avviene il reato, la motivazione, la modalità lesiva, etc.).

Nessuno studio Italiano ha mai preso in considerazione i fattori di rischio che hanno condotto queste donne a compiere tale reato. Il lavoro che svolgo con le donne in gravidanza e nel post partum con patologia psichiatrica e le ricerche da me condotte in passato sul figlicidio mi hanno incentivato ad approfondire in senso clinico tale argomento, al fine di poter intervenire in modo preventivo. Di questo parleremo durante l’incontro. 

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Docente
Alessandra Bramante
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
17
Arianna Di Florio | Il disturbo bipolare e la psicosi puerperale

L’associazione tra disturbo bipolare ed il periodo immediatamente successive al parto  e’ una delle piu’ robuste  in psichiatria. Nella prima parte del mio  intervento discutero’ l’epidemiologia, la prognosi ed il trattamento del disturbo bipolare in gravidanza e dopo il parto.

Nella seconda parte introdurro’ il concetto di psicosi puerperale e approfondiro’ il suo  legame con il disturbo bipolare. Evidenze dal piu’ grande studio al mondo sul disturbo bipolare nel period perinatale e sulla psichosi puerperale verranno presentate e discusse, integrando ricerca e pratica clinica.

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Docente
Arianna Di Florio
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
18
Fuani Marino | Malattia mentale e maternità, una sfida possibile?

Perché lo sia è necessario innanzitutto provare a scardinare atteggiamenti e preconcetti molto radicati nella cultura del nostro paese, dove la madre prevale rispetto alla donna e la salute del nascituro è considerata prioritaria rispetto a quella materna. Queste ultime sono invece intrinsecamente legate e occorre che il personale medico investito ne tenga conto nel percorso terapeutico. Il periodo perinatale, delicato per tutte le donne e quindi ancora di più per quelle con disturbi psichici, vede schierati diversi specialisti che devono necessariamente coordinarsi e cooperare fra loro: ginecologo, psichiatra, ostetrica, psicologo sono tutte figure importantissime per individuare precocemente uno stato di malessere durante o subito dopo la gravidanza e per intervenire in maniera tempestiva e adeguata.

L’intervento parte dall’esperienza personale racchiusa nel libro “Svegliami a mezzanotte” e da alcuni casi clinici che le cronache hanno portato alla nostra attenzione, per arrivare a individuare una sorta di protocollo da mettere in atto con madri in evidente stato di difficoltà psichica.

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Docente
Fuani Marino
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
19
Cesario Bellantuono | La Psicofarmacoterapia in Gravidanza e Allattamento: recenti evidenze dalla letteratura internazionale

Recenti evidenze documentano che condizioni psicopatologiche gravi non trattate adeguatamente nel corso della gestazione e nel puerperio possono comportare una serie di rischi per la futura mamma, il decorso della gestazione, lo sviluppo intrauterino del feto e la salute del nascituro.

Per queste ragioni è essenziale garantire che la gravidanza e il postpartum siano affronati in buona salute non solo fisica ma anche mentale. Il trattamento di gravi condizioni psicopatologiche quali depressione maggiore, ansia generalizzata, disturbo bipolare e psicosi deve pertanto prevedere l’impiego di strategie di cura non solo psicologiche ma anche psicofarmacologiche.

Le conoscenze oggi disponibili nella letteratura internazionale sulla sicurezza d’uso di diversi psicofarmaci nel periodo perinatale consentono di utilizzarli, laddove necessario, con relativa sicurezza per quanto riguarda il rischio di malformazioni congenite, complicazioni neonatali e decorso della gestazione.

In questo intervento saranno riportati in modo sintetico i rischi del non trattamento di gravi condizioni psicopatologiche e quelli relativi al trattamento nel periodo perinatale con psicofarmaci appartenenti a classi diverse. Saranno infine discussi i principi generali che devono essere considerati nella prescrizione di questa classe di farmaci in corso di gravidanza e nel postpartum. 

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Docente
Cesario Bellantuono
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
20
Enrica Beringhelli | La gravidanza protegge dalla violenza?

Molte persone, anche tra i professionisti, rifiutano il pensiero che una donna possa subire violenza durante la gravidanza che è generalmente considerata un periodo sacro della sua vita. La gravidanza, invece, è stata riconosciuta come uno dei periodi più ad alto rischio per l’Intimate Partner Violence (Holden, 2003). Una “gravidanza violenta" deve essere considerata una «gravidanza a rischio» sia per la madre che per il bambino.

Secondo l’American College of Physicians (2003), la violenza domestica è causa di morte tra le donne incinte più di quanto lo sia qualsiasi altra condizione singola associata alla gravidanza. Le donne che hanno subito violenza prima e/o durante la gravidanza presentano rischi significativamente più elevati per molte patologie ostetriche. Anche il puerperio rappresenta un momento di particolare rischio, in cui è possibile che ricomincino comportamenti violenti cessati in precedenza.

E’ importante considerare che la gravidanza è uno dei momenti fondamentali per far emergere la violenza domestica, grazie al monitoraggio costante da parte dei clinici che può sollecitare il disvelamento della violenza e attivarne l’uscita, tanto da essere stata definita una “window of opportunity” dall’American College of Obstetricians and Gynecologists.

Va inoltre ricordata la “Violenza ostetrica”: molte donne in ospedale riportano l’esperienza di trattamenti irrispettosi e abusanti. Tale trattamenti non solo violano il diritto delle donne ad un’assistenza sanitaria rispettosa, ma possono anche minacciare il loro diritto alla vita, alla salute, all’integrità fisica e alla libertà da ogni forma di discriminazione.

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Docente
Enrica Beringhelli
Durata Modulo
2h 00m
Docenti
Alessandra Bramante
Psicoterapeuta
Sono Psicologa, Psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo, Criminologa Clinica e Dottore di Ricerca in Neuroscienze, indirizzo Scienze Cognitive. Vivo e lavoro a Milano come libera professionista presso il mio studio privato e al Policentro Donna, ambulatorio multiprofessionale che si occupa della… continua
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Franco Freilone
Docente Universitario
Franco Freilone, psichiatra psicodinamico e forense, psicoterapeuta e Professore Associato in Psicologia Clinica, è docente di Psicopatologia Clinica e Forense e Criminologia Clinica presso l’Università degli Studi di Torino. Autore di numerose pubblicazioni su Rorschach e psicopatologia, svolge… continua
Maura Anfossi
Psicoterapeuta
Responsabile del Servizio di psicologia e del Trauma Center dell’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo. E’ professore a contratto presso l’Università cattolica di Brescia e docente presso la Scuola di psicoterapia rogersiana. In ambito di formazione e approfondimento teorico, si occupa… continua
Prabha Chandra
Docente Universitario
Dr. Prabha S Chandra, è professore di psichiatria e precedente responsabile presso l'Istituto Nazionale di Salute Mentale e Scienze Neurologiche (NIMHANS), Bangalore, India. È il presidente eletto dell'Associazione internazionale per la salute mentale delle donne. La dottoressa Chandra ha avviato… continua
Mauro Mauri
Docente Universitario
Professore di Psichiatria dal 1996, già Direttore della U.O. Psichiatria 2 Universitaria presso l’AOUP. Membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF) e della Associazione Italiana affiliata all’International Society for Bipolar Disorder (ISBD). Ha fatto… continua
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Alessandra Piontelli
Medico chirurgo
Alessandra Piontelli è un medico chirurgo specializzato in Neurologia e Psichiatria nonché Ostetrico-Ginecologa Onoraria. Per molti anni (circa 15) ha insegnato in Inghilterra dove si è diplomata come psicoanalista, anche se ha esercitato per poco tale professione. Tornata in Italia, ha deciso di… continua
Vicky Fallon
Docente Universitario
La dottoressa Vicky Fallon è una psicologa abilitata e docente di psicologia della salute presso il dipartimento di psicologia dell'Università di Liverpool.  È esperta in psicologia della salute riproduttiva e infantile. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la salute mentale perinatale… continua
Raffaella Visigalli
Psicoterapeuta
Dott.ssa Raffaella Visigalli- Psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale e sessuologa, responsabile di Dyma, Centro di Psicologia integrata di Monza. Consulente Psicologa di Ivi (Instituto Valenciano de Infertilidad). Collaborazione in alcune lezioni in qualità di docente presso Università… continua
Arianna Di Florio
Psichiatra
Sono un ricercatore e uno psichiatra clinico. I disturbi psichiatrici associati ai cambiamenti degli ormoni sessuali femminili, come quelli associati al ciclo mestruale, al parto e al passaggio alla menopausa, sono un importante problema di salute pubblica e rappresentano un'opportunità unica per… continua
Nichole Fairbrother
Docente Universitario
La dottoressa Nichole Fairbrother è una psicologa registrata e professore associato clinico presso il dipartimento di psichiatria dell'UBC e il programma medico dell'isola. È una ricercatrice di salute mentale perinatale e capo del Laboratorio di ricerca sul disturbo d'ansia perinatale dell'UBC (… continua
Chiara Ionio
Docente Universitario
Chiara Ionio, PhD, Professore associato in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione presso la Facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I miei interessi di ricerca sono legati sia all'area della psicologia perinatale in contesti tipici e atipici, con particolare… continua
Gianluca Rosso
Psichiatra
Gianluca Rosso, MD, Ph.D, Psichiatra, è professore associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino, Italia. Attualmente lavora presso l'Unità di Psichiatria dell'Ospedale Universitario San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino), Italia.  Ha pubblicato oltre 80… continua
Claudia Mattalucci
Altro
Claudia Mattalucci è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Umane della Formazione "R. Massa" dell'Università di Milano-Bicocca, dove insegna Antropologia della parentela e di genere. Ha svolto ricerche in Tanzania e in Turchia. Dal 2009 fa ricerca in Italia sui temi della riproduzione,… continua
Franco Baldoni
Psichiatra
MD, PhD, Medico specialista in Psicologia Medica, dottore di ricerca in Psicologia Clinica, psicoanalista, psicoterapeuta, Professore Associato in Psicologia Clinica, docente di Metodologia Clinica presso il Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica della Scuola di Psicologia e Scienze della… continua
Orna Donath
Sociologo
Orna Donath è dottoressa in sociologia; è ricercatrice e docente nel campo della non maternità, della maternità, del tempo e delle emozioni da prospettive sociologiche e femministe. È autrice del libro "Regretting Motherhood" che è stato tradotto in 14 lingue. Oltre al suo percorso accademico, è… continua
Valeria Brenna
Psicoterapeuta
Psicologa, è specializzata in psicoterapia breve-integrata. Si occupa da anni di individuazione, valutazione e trattamento della psicopatologia in epoca perinatale, sia in contesti pubblici che nella sua attività privata.  È membro del direttivo della Società Marcé Italiana per la salute mentale… continua
Fuani Marino
Psicologa
Fuani Marino è psicologa ed è iscritta all’albo dei giornalisti (elenco pubblicisti). Dopo gli studi a Roma e l’abilitazione in psicologia frequenta un master in comunicazione e collabora a lungo con il Corriere del Mezzogiorno. Ha pubblicato il romanzo “Il panorama alle spalle” (Scatole Parlanti,… continua
Cesario Bellantuono
Docente Universitario
Laurea in Medicina e Chirurgia, Specializzazione in Psichiatria e Farmacologia Clinica, Università degli Studi di Bari. Diploma di Specialista in Ricerche Farmacologiche, presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano. Visiting Scientist, presso l’Institute of Psychiatry e il… continua
Enrica Beringhelli
Docente Universitario
Dirigente psicologa per oltre 30 anni nel SSN, ho operato in diversi ambiti quali psichiatria, tossicodipendenze e Consultori. Mi occupo da tempo di psicologia e psicopatologia perinatale e di violenza di genere. Ho diverse pubblicazioni in merito e sono stata referente per L’ ASST Melegnano… continua
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