Immaginario e cambiamento. La psicoterapia con la Tecnica Immaginativa di analisi e ristrutturazione del Profondo – ITP

Immaginario e cambiamento. La psicoterapia con la Tecnica Immaginativa di analisi e ristrutturazione del Profondo – ITP

Immaginario e cambiamento.

La psicoterapia con la Tecnica Immaginativa di analisi e ristrutturazione del Profondo – ITP

SERIE DI 4 SEMINARI

L’attivazione della risorsa immaginativa, troppo spesso dimenticata, che è alla base della creatività e del divenire umano è la premessa fondamentale per l’intervento terapeutico di aiuto al disagio psicologico. Inoltre  è fondamentale per la crescita e lo sviluppo personale.

La Tecnica ITP qui proposta appartiene all’ambito delle Tecniche Immaginative “dialogate”, che utilizzano l’Immagine sia a scopo terapeutico che per l’evoluzione della personalità e considerano importante la figura di un terapeuta-guida. L’uso dell’Immagine, definito dai pionieri dell’Immagine Mentale, Desoille in testa, è reso possibile ed efficace dalla relazione tra emozione ed Immagine, per cui tramite l’Immagine si influisce sulle emozioni e sullo stato psichico. 

La Tecnica Immaginativa ITP ha una sua caratterizzazione perché struttura un percorso terapeutico ben definito che tiene conto di tutte le componenti della personalità. Il fondamento teorico è psicodinamico, e fondamentale viene ritenuto anche l’apporto della Psicologia Analitica Junghiana.

Aspetti significativi sono la concezione di “cura” ma anche di “autocura” per cui, rimossi certi ostacoli, “riparate” cioè  le carenze  e i traumi, superati i conflitti, la persona può procedere nel proprio sviluppo fino a giungere a realizzare il proprio Sé.

L’ITP fissa le condizioni perché si attui un processo trasformativo ed evolutivo tramite l’uso dell’Immagine: lo stato di rilassamento profondo che consenta l’emergere di contenuti inconsci e di immagini fortemente partecipate a livello sensoriale ed emotivo, e l’importanza della figura del terapeuta, che deve sintonizzarsi con il mondo simbolico espresso dall’Immagine. II Soggetto nell’esperienza immaginativa deve “sentirsi”, vivere, camminare, muoversi, avere immagini connotate sensorialmente (visive, tattili, acustiche, eccetera), immagini che hanno una valenza “quasi reale”. Viene così reso possibile l’effetto trasformativo ad opera delle immagini, che costituiscono un’esperienza profonda . 

La necessità e la possibilità di “riparare” carenze e traumi, anche molto precoci, di affrontare conflitti inconsci attraverso l’immagine , parte dalla dimensione corporea dall’“Immagine del Corpo” vissuta, che si muove e si rapporta allo scenario immaginario. Solo dopo le “ristrutturazioni” si potrà procedere nella strada individuativa, che ricorda il processo Junghiano.

 

Programma
Modulo
1
La Tecnica Immaginativa ITP e il rilassamento

Si illustrerà brevemente la peculiarità della Tecnica Immaginativa ITP, che ha lo scopo di liberare la risorsa immaginativa e di consentire così l’attivarsi dell’autocura, dopo che sono state superate le carenze e i conflitti.

Vengono presentati alcuni presupposti fondamentali perché si possa parlare di Immagine terapeutica. È richiesto un rilassamento condotto in modo tale da consentire un abbassamento della vigilanza nel mantenimento della coscienza. La tecnica richiede infatti che la persona sia in grado di mantenere un “Io attivo”, vigile in modo attenuato, partecipe a livello sensoriale ed emotivo, e “recettivo” ai contenuti inconsci che emergono con le immagini. Verranno date delle indicazioni pratiche sulla tipologia di rilassamento, che è esso stesso un momento ”curativo”, grazie anche alla esperienza di transfert. Si vedrà anche il ruolo del terapeuta come presenza empatica e “guida” che interviene per attivare il processo immaginativo.

Alcune premesse circa la formazione del Sé a partire dalle prime esperienze corporee (formazione dell’“Immagine del Corpo”) saranno necessarie  per  introdurre le modalità di intervento riparatorio consentite dalla Tecnica Immaginativa ITP.

 

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Docente
Ivana Zanetti
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
2
La riparazione delle carenze e dei traumi nella Tecnica Immaginativa ITP

La prima fase per una ricostruzione del Sé sarà quella riparativa. La ristrutturazione sarà “simbolica”, ma tale da essere pienamente efficace perché partecipata a livello psicocorporeo, come si sperimenta nella seduta immaginativa. Il Soggetto deve “sentirsi”, “esserci”, perché ci sia un effetto riparativo. Il veicolo di questa riparazione sarà l’Immagine del Corpo vissuta, che porta le tracce del nostro passato, delle carenze e dei traumi.  Si mostrerà come sia possibile far compiere esperienze immaginative “corporee” riparatrici rispetto a vissuti spiacevoli, traumatici, frustranti. A questo nell’ITP si dedica una fase terapeutica specifica, detta “Fase ristrutturante”. Le esperienze immaginative sono molteplici: le realizzazioni simboliche rispetto ad un bisogno anche regressivo non soddisfatto (anche a livello orale,ad esempio), o riguardanti bisogni di tipo passivo o attivo,  o di dipendenza o di autonomia frustrate.

La riparazione delle carenze avviene se vi è la possibilità di far compiere a livello immaginativo esperienze gratificanti relative alla sensorialità, che portino a vissuti “cenestesici” positivi costitutivi di una buona Immagine del Corpo. Si potrà ricostituire d un’immagine integra, coesa, separata ponendo così quelle basi corporee che sono la prima tappa nella costituzione del Sé. Nell’ITP sono possibili molte esperienze “riparatorie”: “la regressione simbolica”, “l’identificazione simbolica” e la “regressione d’età”.

 

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Docente
Ivana Zanetti
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
3
Dal disagio al benessere, con la Tecnica Immaginativa ITP

Negli stati di malessere, nella sofferenza e nel disagio (ansia, depressione, eccetera) inevitabilmente le immagini sono influenzate dal “fantasma inconscio”, che potremmo anche definire come “schema inconscio” che tiene in scacco l’Io. L’Immagine ci farà vedere l’Io in uno sato di sconfitta e minaccia: si tratta del perpetuarsi di quei vissuti in cui l’Io soccombe sempre. Possono essere esperienze cristallizzate, interiorizzazioni precoci di relazioni frustranti, non empatiche. Liberarsi da questi fantasmi diventa fondamentale per l’evolversi della personalità. Sono questi fantasmi che emergono attraverso immagini minacciose, come ambienti ostili (deserti, baratri, ostacoli) o figure aggressive, sia animali che umane o mitologiche, che comportano situazioni di attacco e di pericolo, che possono comportare quindi una minaccia all’integrità o all’evoluzione del Sé. È necessario affrontare in modo attivo le immagini minacciose e soprattutto gli affetti spiacevoli che le contrassegnano e saper anche usare opportunamente l’aggressività per raggiungere uno stato psicologico di “dominio  interno” sui propri disagi, sui propri vissuti penosi. Questo consentirà di raggiungere uno stato di equilibrio e benessere, premessa per accedere a livelli superiori transpersonali e spirituali.

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Docente
Ivana Zanetti
Durata Modulo
2h 00m
Modulo
4
L’integrazione di parti di sé: una tappa importante del divenire e del processo di autocura con l’ITP

L’arricchimento potrà venire dall’integrazione immaginativa di figure che rappresentano gli opposti psichici, riconducibili agli archetipi junghiani (animus/anima, figure mana, il “vecchio saggio” ad esempio).

Le immagini che compaiono spontaneamente sono le immagini di tipo mandalico e di centralizzazione. Il mandala  può configurarsi come uno spazio  (piazza, radura, circolo) con una struttura regolare con un punto di riferimento centrale. Tali immagini saranno connotate da senso di equilibrio, di integrazione, di benessere, ma soprattutto di completezza, totalità. 

Con riferimento al caso clinico, si mostrerà l’emergere per lo più spontaneo di tali immagini e di tali vissuti, che entrano a far parte integralmente dell’esperienza vissuta della persona.

 

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Docente
Ivana Zanetti
Durata Modulo
2h 00m
Docenti
Ivana Zanetti
Psicoterapeuta
Ivana Zanetti è nata a Treviso, dove lavora come psicoterapeuta e formatrice. È Presidente del GITIM (Gruppo Italiano Tecniche Imagerie Mentale), fondato da Leopoldo Rigo, a cui si deve la definizione del metodo ITP.  Laureata in Pedagogia e in Psicologia presso l’Università di Padova, ha compiuto… continua
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